Lunedì mattina alle 8:20 ero in macchina, fermo in coda a un semaforo rosso.
Nel centro della corsia nel senso opposto ho visto i resti di un gatto investito. La maggior parte del pelo era sparito; dai pochi resti si capiva che doveva essere stato bianco, striato di nero. Ormai doveva essere stato schiacciato da moltissime macchine, il corpo non aveva quasi più spessore; del viso si distinguevano a malapena la mascella…credo...
Un metro più avanti un altro pezzo di carne dimezzava la distanza dal pezzo più distante.
Sul marciapiede c’era una ragazzina con una giacca a vento viola che parlava allegramente con sua madre, con una sciarpa bianca e nera al collo, mentre aspettavano l’ autobus numero 2.
Alla radio Jeff Buckley ha iniziato a cantare “Grace” (Grazia), una canzone che racconta come morire non sia così terribile se hai conosciuto il vero amore.
E’ stato un fotogramma schifosamente reale.
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