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mercoledì 16 febbraio 2011

Kings of Leon

Da qualche tempo volevo approfondire un po' la musica dei primi Kings of Leon, visto che il loro quarto album "Only by the night" era stata una bella sorpresa.
Ieri ero alle Gru, ho fatto un giro alla Fnac e ho trovato il cofanetto con i primi 3 album a 18,90€ e non ho resistito.
Grazie alla pioggia e al traffico, stamattina sono riuscito ad ascoltare il primo album "Youth and youg manhood" del 2003.
L' album è molto più grezzo e rock, con suoni molto anni '70 (che adoro).
L' omaggio al rock di quegli anni è lampante anche dal loro look.
Questo è il pezzo che preferisco:

il video ufficiale

Una versione live

giovedì 16 settembre 2010

Babbo è in prigione

Qualche anno fa, durante un' edizione del salone del libro, ho visto un concerto di De Gregori all' auditorium del Lingotto.
In quell' occasione gli ho sentito cantare una canzone che non conoscevo e che mi ha colpito nella pancia come un pugno.
La canzone si intitola "Babbo è in prigione" e in 10 righe compreso il titolo e in 2 minuti di canzone parla di violenza domestica.
Giudicate voi.

Babbo è in prigione - Francesco De Gregori

Stella guarda la luna,
la luna guarda Stella,
la notte è bella.
E' bella e profumata,
d'aranciata e di menta,
Stella è contenta
che babbo se ne è andato,
che babbo è via lontano.
E mamma lava i piatti e canta piano

giovedì 17 giugno 2010

Uomo Faber


Un volume di cui avrei voluto parlare tempo fa è UOMO FABER, un libro-omaggio a fumetti su Fabrizio de Andrè, scritto da Lorenzo Calzia e disegnato da Ivo Milazzo.

Da ammiratore e appassionato delle canzoni di De Andrè, ma anche dell’ opera di Ivo Milazzo, non potevo lasciarmi sfuggire questo volume.
Devo dire però che ho cominciato la lettura con un misto di eccitazione e titubanza, in quanto ero piuttosto critico su come si potesse racchiudere l’ opera di un autore come Fabrizio De Andrè in meno di cento pagine di fumetto.

Devo ammettere che terminata la prima lettura, sono rimasto un po’ dubbioso, spiazzato in quanto il volume finisce in fretta, forse troppo e la mancanza, voluta, di cenni biografici lascia un po’ interdetti.
E’ stata necessaria una seconda lettura per capire che quella intrapresa dagli autori era
l’ unica strada possibile: evitare una narrazione cronologica e biografica, cercando invece di evocare e omaggiare le canzoni, i personaggi, i luoghi che popolano le canzoni di De Andrè.
La storia parte quindi da un evento reale, una visita di Fabrizio alla vecchia casa di villeggiatura della sua infanzia in provincia di Asti, per raccontare in poche parole alcuni lati dell’ uomo Fabrizio de Andrè (il suo amore per la campagna, la Sardegna, la sua infanzia, la sua famiglia); poi con la scusa di un sogno, la storia prende una direzione diversa, espressa bene da un cambio radicale nell’ illustrazione che passa dal colore al bianco e nero. In questa parte, l’ ordine cronologico degli eventi non ha più importanza, ma diventano protagonisti gli abitanti dei carruggi, le visioni che si accavallano e che richiamano immediatamente le canzoni di Faber (Fiume Sand Creek, Princesa, ecc…).

E’ questa la parte forse più importante, più sentita del volume.

Il finale ci riporta al livello reale, con un accenno importante però al rapporto di Fabrizio con suo padre, che ne lascia intuire l’ importanza e che forse avrebbe meritato qualche pagina in più.

Sul lato disegni, Ivo Milazzo si conferma un grande professionista, che però ho apprezzato molto di più nella parte in bianco e nero piuttosto che in quella a colori, in cui le tonalità sono troppo contrastate e pesanti; inoltre non tutte le vignette sembrano curate nello stesso modo, con i volti di Fabrizio non sempre disegnati apparentemente con la stessa cura. In alcune vignette però traspare la bravura del maestro Milazzo, come nel volto di Dori Ghezzi che guarda Fabrizio parlare di suo padre: i pochi segni che disegnano gli occhi sono in grado di esprimere da soli quello che io potrei provare a raccontare in una pagina scritta, ma con meno efficacia.

In conclusione un bel volume, curato, che forse non aggiunge nulla a tutto ciò che è già stato scritto su De Andrè, che non svela aspetti sconosciuti o inediti né dell’ uomo né dell’ opera, ma che è un bell’ omaggio, sentito, fatto con amore e rispetto per uno dei più grandi autori della nostra storia.

giovedì 29 aprile 2010

E un' altra volta è notte...e lavoro

Nelle mie intenzioni questo post sarà il più lungo che avrò mai scritto, se non nel numero di parole, sicuramente nel tempo che ci metterò a chiuderlo.
Sono a lavoro, è quasi mezzanotte e sarò qui fino alle 6,38 di domani mattina.
Questa sarà la mia radiocronaca di stanotte, il mio appiglio al mondo là fuori.
Sono arrivato alle 23,00 e da un'ora sono al telefono con mezza Italia per preparare il lavoro che ci aspetta.
Non sono per niente tranquillo: lavoro su qualcosa su cui non mi sento competente e questo non mi rassicura per niente, anche se ho fatto di tutto per capire e prepararmi a ogni evenienza durante il giorno.

Tra pochi minuti partiranno le attività (in realtà una è già partita). Non so quindi quanto tempo avrò di scrivere questo post: sicuramente ci saranno grosse pause e salti, anche di ore.
Mi fa un po' impressione sapere che si potrà leggere in pochi minuti quello che per me saranno state quasi 8 ore di vita.
Meglio che vada adesso a prendermi un caffè visto che non so poi come andranno le cose!

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Non ho fatto neanche in tempo a finire il caffè che sono stato contattato da tutti e si parte sul serio. Appena posso ricomincio a scrivere.
...prima però finisco il caffè.


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...e il programma gira, gira, gira...


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Sono andato su http://webradio.coolstreaming.us/ un sito su cui sono raccolte un sacco di radio da ascoltare on line. Sono divise per genere musicale.

E' una gran figata! Ora ne ho scelta una che trasmette classici del rock e stanno trasmettendo i Lynard Skynard (quelli di Sweet Home Alabama, per intenderci).


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Ok è partita Purple Haze di Jimy Hendrix e io sono in attesa dei tecnici sparsi in giro per il Piemonte.

Per adesso niente sonno, grazie alla Fender di Jimy, alle telefonate o forse al caffè.


Mi torna in mente Leonardo, addormentato con il suo pigiamino di Buzz Lightyear e Otto e Nello sul cuscino vicino a lui. Gli ho promesso che quando si sveglierà troverà la brioche per colazione.


I pensieri vagano e mi piace scrivere senza sapere cosa verrà dopo.

Stasera fa molto caldo, ho dovuto aprire le finestre per far entrare un po' d' aria.

Quando sono uscito di casa è stata la prima cosa che mi ha colpito: un' aria calda, quasi da sera d' estate, senza quella piacevole frescura notturna (intanto sono partiti i Rolling Stones).


Questo è quello che si vede fuori dalla finestra dell' ufficio:





Non particolarmente affascinante, in effetti.


Decisamente più affascinante la notizia che ho sentito in radio qualche giorno fa, cioè che è stata pubblicata la foto con il tempo di esposizione più lungo mai realizzata: 6 mesi! Sì proprio 6 mesi di tempo di esposizione. La foto non è stata neanche scattata con chissà quale macchina fotografica ma semplicemente con un apparecchio fatto in casa, composto da una lattina con un buco e un foglio di carta fotografica.

La foto realizzata è questa:



Le righe luminose sono le traiettorie del sole, a diverse altezze a seconda della stagione. La più alta corrisponde al solstizio d' estate, la più bassa a quello d' inverno.

Tutte le informazioni le ho trovate qui mentre un paio di altre foto suggestive sono qui.

Ora interrompo per un po'. Sentiamo a che punto sono gli altri.

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E un' attività è andata. Praticamente stanotte le attività sono 4 (ufficialmente 3 ma una è su due impianti e vale doppio). Una parte di quella doppia è conclusa. Per ora tutto bene.

Sono passato al jazz moderno; i classici del rock alle 2 di notte, da soli, lavorando, sono un po' pesantini, le chitarre troppo intrusive e la batteria martellante. Meglio un sottofondo soft, con chitarre poco distorte e ovattate, sassofoni e una batteria delicata; sicuramente concilia di più il sonno, ma è anche più rilassante e quindi piacevole in questo momento.
Credo che comunque durante il giorno non riuscirei ad ascoltare questa musica per più di un quarto d' ora.

Mi verrebbe di parlare di qualche fumetto, ma mi hanno chiamato e devo continuare. Ci sentiamo tra un po'.

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Non voglio dirlo troppo forte ma sembra che sia andata.
Le attività sembra si siano concluse tutte con esito positivo. C'è stato qualche piccolo intoppo ma sembra risolto. Ora rimane tutta la parte burocratica, a volte più impegnativa del alvoro stesso, e sempre più noiosa e antipatica.
Poi magari riesco anche a rilassarmi un attimo.

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Finita. Sono le 6:10. Ora sistemo tutto con calma e me ne torno a casa. Sono parecchio tronato e le dite sulla tastiera mi sembrano pesantissime.
Ora vado a comprare le brioche e poi dritto a casa a svegliare Leo e Franci. Aspetto che escano e poi mi faccio qualche ora di sonno. Speriamo che le bambine dei vicini non piangano di nuovo tutto il giorno.
Di fumetti alla fine non ho parlato, ma ho preferito riposare un po'. Facciamo la prossima volta.
Bensvegliati a tutti!

martedì 13 aprile 2010

Mentre la chitarra piange

Dovrei parlare dell' ultima edizione di Torino Comics e del mio Compleanno che se n'è andato una settimana fa, ma francamente non ne ho voglia.
Stamattina ho cominciato l' ascolto del White Album dei Beatles e mi sono goduto quel capolavoro che è "While my guitar gently weeps".
Le corde di quella chitarra sembrano entrarmi nelle vene e risuonare in armonia con le mie viscere, "mentre la mia chitarra gentilmente piange".
Per poco più di due minuti me ne sono andato via, dal traffico e dai semafori.

giovedì 7 gennaio 2010

Milestones

Quando vado a lavoro io ho un appuntamento fisso alle 08:30 con il programma "Music History" su Virgin Radio, dove viene presentata ogni giorno una canzone che fa parte della storia della musica Rock, con qualche aneddoto sull' artista, sul periodo storico e sull' album.

Ispirato da questa trasmissione, mi è venuta voglia di approfondire le mie conoscenze sulla storia della musica rock, recuperando e facendo un ascolto ragionato delle pietre miliari del genere. Mi sono reso conto infatti che ci sono gruppi e album che conosco per sentito nominare ma di cui non ho mai ascoltato un album intero.

Approfittando della campagna promozionale di Mediaworld che scontava del 20% tutti i cd (anche quelli in offerta) ho recuperato un po' di materiale:













Jimi Hendrix - Electric Ladyland













The Who - Who's Next













The Clash - Sandinista













Coldplay - Viva la Vida (confezione speciale con allegato un EP da 8 tracce. Non potevo resistere)













Black Sabbath - Black Sabbath













The Beatles - Revolver













Led Zeppelin - Led Zeppelin I

Ora partono gli ascolti in cuffia, con testo alla mano e una lettura a wikipedia. Per un po' sono a posto.

venerdì 6 marzo 2009

Il destino è un lancio di dadi truccati

Coincidenze.
Associazioni di idee.
Un pensiero si lega al successivo, ma avrebbe potuto sceglierne mille altri.

Stamattina pensavo che ieri sera avrei dovuto trovarmi a giocare a carte, ma la serata è saltata.
Su radio Deejay trasmettevano un pezzo country.
Ho aperto l’ ultimo John Doe appena acquistato e due personaggi giocavano a dadi: la posta in gioco proposta, una ragazza.
Ivan Graziani ha scritto una canzone che a me piace molto: “Il chitarrista”.

Signore è stata una svista abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
Signore se lanci uno strale sbaglia mira per favore non farmi del male.
Te lo giuro in ginocchio qui in mezzo alla pista
te lo giuro sulla Fender, io non l’ho fatto apposta.
Perciò, Signore è stata una svista abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

Non so com’è ma è accaduto
lui è entrato nel bar con lei e si è seduto
io ero li affascinato,
la sua carica sessuale si spandeva nel locale ed io
di desiderio stavo male.

Così mi sono avvicinato
e a giocare a poker l’ho invitato
avevo un full e lui due coppie
cosa rilanci se non hai più niente tranne lei?
"Se perdo tu l’avrai"

Signore è stata una svista abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
Ti giuro Signore è stata una svista abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

E le sue corde hanno vibrato
in una notte io quel sogno l’ho bruciato
mentre dormiva son scappato
con le gambe intorpidite le scarpe ancora slacciate
con le gambe intorpidite le scarpe ancora slacciate
e con il mio mazzo di carte truccate

mercoledì 4 marzo 2009

Pensiero stupendo

Stamattina mi sono svegliato con in testa “Pensiero stupendo”, la canzone scritta da Ivano Fossati e Oscar Prudente per Patty Pravo nel 1977.

Ci sono alcune canzoni che conosco praticamente da sempre, che fanno parte del bagaglio culturale di quasi tutti, credo, ma che proprio per questo, per assurdo, perdono il proprio peso e valore, diventando quasi delle canzonette o delle filastrocche, quasi dei sottofondi musicali, su cui non ci si sofferma, ma si danno per scontati.
Ogni tanto, però, scopro una diversa chiave di lettura, un aspetto che non avevo mai considerato che mi fanno rivalutare e riscoprire una canzone.

“Pensiero stupendo” è una canzone che mi piace tantissimo per una serie di motivi, oltre alla melodia, all’ arrangiamento e all’ interpretazione di Patty Pravo, perfetta per questo pezzo.

Innanzitutto il modo in cui è scritto il testo. Si parla di un pensiero, di un’ idea e le immagini si susseguono come concatenate, collegate in una serie di rimandi e di associazioni di idee, senza la necessità di frasi strutturate grammaticalmente.
Come quando ognuno di noi segue un certo filo logico, collegando persone e concetti, non in modo grammaticalmente corretto, ma in modo logico, quasi visivo.

E tu…….E noi…….E lei……Fra noi……
Noi seguiamo la storia, ma non c’è un verbo o nomi, solo immagini, come un pensiero.


Il secondo motivo è l’ interpretazione. Ricordo che stavo lavorando a “Concerto” lo spettacolo che ho realizzato qualche anno fa e cercavo nuove canzoni da rappresentare.
Tra queste avevo considerato “pensiero stupendo” come il monologo di una donna tradita, credevo.
Leggendo attentamente il testo però questa interpretazione non regge. IL classico triangolo Lui-lei-l’altra non si adatta.
Molto più calzante invece è che LEI sia infatuata di UN'ALTRA.
In questo modo si spiegano versi come:

“E lei adesso sa che vorrei”

E’ questo il “pensiero stupendo” che è meglio non dire.
Poi si può discutere se si tratti di infatuazione, della voglia di un gioco a tre, o di un nuovo desiderio capace di mettere in crisi un rapporto.
Non sono certo il primo a capirlo e su internet, a cercare, è pieno di interpretazioni simili.
Per me, però, scoprire questa interpretazione solo leggendo il testo è stata una rivelazione.

MI rimane ancora il desiderio di vederla recitata in un monologo, da un’ attrice, seduta su una poltrona, vestita con un maglione sformato; una prova d’attore in cui ogni verso ha il peso di un’immagine completa e il testo intero, l’ intensità e la sensualità di una storia reale.

Ecco il testo:

E tu
E noi
E lei
Fra noi
VorreiNon so
Che lei
O no
Le mani
Le sue

Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire

E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani le sue
Prima o poi
Poteva accadere sai
Si può scivolare se così si può dire
questioni di cuore.

Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire

E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le Mani
le sue
E poi un' altra volta noi due
Vorrei per amore o per ridere
Dipende da me
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Le mani questa volta sei tu e lei
E lei a poco a poco di più, di più
Vicini per questioni di cuore
Se così si può dire
Dir
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Fra noi fra noi.

Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire


martedì 27 gennaio 2009

Pensieri in volo libero

Quando decido di aggiornare il blog, di solito parto da un’idea, un progetto o almeno un argomento.
Oggi no.
Oggi scrivo in volo libero.
Non so dove andrò a parare.
E’ un periodo un po’ così (…ma così come? Boh).
Come se fossi in attesa di qualcosa, uno di quei periodi non tristi, né felici, un po’ piatti.
Sto leggendo tanti fumetti diversi, dai manga, agli italiani, dai mainstream all’ underground, ma nulla che mi abbia colpito significativamente.

Ieri sera ho visto Juno, il film del 2007 di Jason Reitman. Una commedia molto piacevole, che affronta un tema delicato come una gravidanza per una sedicenne, con toni leggeri e accattivamenti, senza cadere nell’ insensibilità, ma senza neanche cedere al facile sentimentalismo.
Forse il punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi, specie della protagonista, davvero accattivante.
Forse l’ unica pecca (un po’ come in tutti i film americani) è di non approfondire davvero l’ argomento e le sue implicazioni, rimanendo sempre a un livello un po’ troppo superficiale.

Comunque una serata sul divano se la merita.

Oggi ho riportato Leo al nido dopo qualche giorno di influenza. Appena entrato in classe si è avvicinato alla sua amica Giulia, che lo ha preso per mano e insieme, nella loro camminata stentata di bambini di 2 anni, sono andati a giocare con le seggioline, mano nella mano.
Mi hanno fatto tantissima tenerezza.

Ho cominciato l’ ascolto del nuovo cd di Bruce Springsteen, con i testi alla mano. L’ inizio è incoraggiante: 8 minuti di canzone su un racconto western, armonizzato in maniera ricca e nuova per lo stile di Springsteen pur conservando la linea melodica e il cammino intrapreso con gli ultimi dischi.
Ora sono ansioso di sentire il resto.


Per il resto continuo a collezionare le sorpresine kinder, compro e vendo i fumetti su ebay, partecipo un po’ alla vita dell’ Associazione teatrale (più che altro via mail) e cerco di barcamenarmi in una situazione difficile che si trascina da troppi anni.

E’ un periodo così, in attesa, speriamo, di buone novità.