
La replica dello spettacolo “Scusate gli eroi” che abbiamo fatto ieri pomeriggio ad Alpignano è stata un po’ tutte e tre le cose.
Raccontare come uno spettacolo sul parallelismo tra un tossico degli anni ’80 e Jan Palach, personaggio storico della primavera di Praga, sia capitato a una manifestazione per il 25 Aprile è un po’ complicato; noi comunque c’eravamo con i nostri cubotti e i vestiti pesanti, sotto un sole che quest’ anno non si era ancora visto.

Immaginare un contesto peggiore per uno spettacolo teatrale come il nostro è molto difficile: già la storia è complicata da seguire a teatro con il silenzio e le luci a effetto, figuriamoci su un piccolissimo palco, montato sul lato di una piazzetta, di fronte a una strada pedonale, e sull’ altro lato un bar dove dei vecchietti bevevano e giocavano a carte.
In questa foto potete vedere il gazebo adibito a camerino.

Ovviamente niente quinte, niente luci, un’ unica entrata al palco con una scaletta di legno.
Il palco era messo al fondo di Viale della Vittoria, per l’ occasione piena di bancherelle di artigiani, dolciumi e prodotti tipici.
Prima di noi si è esibito un gruppo di ballerini sardi, come testimoniato da questa foto.

E’ facile quindi immaginare l’ interesse del pubblico per uno spettacolo teatrale drammatico della durata di un’ ora!
Francesca e alcuni amici sono venuti ad assistere e persino lei ha fatto fatica a seguire la vicenda (anche perché Leo la distraeva con la sua occupazione: raccogliere pietrine da buttare nei tombini).
Raccontata così sembra la cronaca tragicomica di un disastro: in realtà è andata meno peggio del previsto; secondo me, abbiamo fatto comunque una bella figura, mostrando serietà e professionalità. Qualcuno tra il pubblico si è fermato ad assistere e alla fine c’è stato anche un applauso a scena aperta (mai espressione è stata più calzante).
In alcuni momenti c’è stato persino un silenzio attento, con la gente che smetteva di passeggiare e parlare al cellulare, per stare ad ascoltare.
Credo che alla fine tutti nella compagnia si siano divertiti e sicuramente queste occasioni fanno esperienza e permettono di imparare molte cose.
Mal che vada, alla cena di Natale potremo raccontare di quella volta che ci siamo cambiati i vestiti in un gazebo in una piazza di Alpignano!




