mercoledì 18 febbraio 2009

Ultracorpi


Ci sono alcuni film del passato che vengono continuamente citati come capostipiti e ispiratori di un genere, indicati come imprescindibili da qualsiasi appassionato: film come “ombre Rosse” di John Ford per il western o il “Nosferatu” per il cinema horror.
Io mi sono sempre definito un appassionato di fantascienza, anche se non un esperto, ma ammetto di avere delle grosse lacune sui film d’epoca.

Per questo l’ altra settimana ho dedicato una delle poche serate davvero libere per guardarmi “L’ Invasione degli ultracorpi”, film del 1956 di Don Siegel, tratto dal romanzo omonimo di Jack Finney.

La storia è piuttosto semplice ed è basata sull’ ipotesi che una razza di esseri vegetali, capaci di imitare perfettamente gli esseri umani in tutto tranne che nelle emozioni, si impossessi poco per volta di una cittadina degli Stati Uniti sostituendosi ai suoi abitanti e minacciando di estendere l’ invasione a tutto il pianeta.
Insieme al protagonista, lo spettatore scoprirà questo piano di invasione e seguirà la sua fuga dalla città per avvisare il resto del mondo del pericolo che sta correndo.

Tutto il film è basato su questa fuga, in cui chiunque, anche l’ amico più caro o la persona amata, potrebbe essere in realtà un nemico.

Che origine abbiano questi vegetali, non viene chiarito e in fondo nemmeno importa.

Non viene neanche rivelato se l’umanità ce la farà a sopravvivere, anche se il film si conclude con una nota di speranza (tra l’altro neanche prevista nel progetto originale).

Il film è ovviamente lontano anni luce dagli standard degli attuali film di fantascienza, basati per la maggior parte sugli effetti speciali, sull’ ambientazione, la fotografia e l’ azione. Già all’ epoca, anzi, il film si distinse proprio per la totale mancanza di effetti speciali, se non per i famosi “baccelli”, piuttosto semplici da realizzare.

Gli invasori non sparano, non hanno astronavi, non emettono raggi dagli occhi, ma sono assolutamente identici agli esseri umani.

Tutto il film è giocato sulla fuga, sull’ essere braccato, sull’ incertezza e il sospetto verso chi ci sta accanto (per questo qualcuno in anni passati volle vederci una metafora della paura dei comunisti e del macchartismo).

Purtroppo noi pubblico moderno siamo meno impressionabili rispetto ai nostri progenitori, quindi immagino che l’ effetto sia attenuato rispetto al pubblico degli anni ’50.
Visto con gli occhi di oggi però il film acquista, almeno per me, un grandissimo fascino, dato dall’ ambientazione, dalle automobili, dalla tecnologia, dai vestiti, ma anche dall’ atteggiamento dei personaggi, da una cortesia e un modo di relazionarsi ormai lontano da noi.

Mi colpiva un fatto: in questi giorni è uscito in Italia il primo numero di una miniserie della Marvel Comics intitolato “Secret Invasion”, in cui si scopre che una razza aliena mutaforma denominata Skrull da anni si è infiltrata nella società dei supereroi, sostituendosi agli individui originali, con lo scopo di facilitare l’ invasione del pianeta. Gli Skrull sono indistinguibili e non individuabili in nessun modo e chiunque al nostro fianco potrebbe essere uno Skrull.

Non suona stranamente familiare?

2 commenti:

Antenòr ha detto...

vidi "L'invasione degli ultracorpi" quando ero piccolino, in TV ovviamente. Saranno passati quasi 30 anni, però ricordo distintamente l'inquietudine di questa fuga e la resistenza sempre più disperata al sonno, se non ricordo male, perchè la sostituzione alieno - essere umano avveniva nel sonno. O sto sbagliando film? Mi sembra che recentemente sia stato fatto un remake di questo film ma non ne so nulla. Invece posso dire che il filone fantascientifico degli anni 50 è fortemente ideologizzato proprio nel senso a cui accennavi tu. La guerra dei mondi, gli invasori spaziali e, mi pare, ultimatum alla terra (quasi tutti oggetto di remake) ed altri ancora parlano proprio della paura esasperata dell'americano medio di fronte ad un ipotetico attacco del blocco comunista, unito al terrore delle armi atomiche al sospetto della quinta colonna comunista (i coniugi Rosemberg furono giustiziati nel '53). Gli alieni interpretarono perfettamente il ruolo degli invasori rossi, diedero corpo e forma alle paure diffuse e godettero del "favore" dell'opinione pubblica opportunamente spaventata dal dilagare (!) comunista. Che poi l'Urss avesse altri obbiettivi che non un'ipotetica invasione è cosa che non appartiene ai film di fantascienza, film che mi pare scomparvero al momento della distensione dei primi anni 60. Chiudo sottolineando ancora la domanda: ma era nell'invasione degli ultracorpi che non ci si poteva addormentare?

Marco ha detto...

Sì Sì, ricordi bene. La fase finale della sostituzione umano-alieno, vale a dire il passaggio dei ricordi e della "mente" avveniva durante il sonno (per questo gli umani in fuga cercano di non addormentarsi (con alcune incongruenze nella trama).
Riguardo il parallelismo politico effettivamente molte opere popolari di massa (tv, cinema, romanzi, fumetti) facevano leva sulle paure della gente comune, ed il pericolo comunista in quegli anni era forse la paura più diffusa.
Spesso però, secondo me, questo fenomeno è stato forzatamente visto in opere che non avevano una tale intenzione. Credo che in questo caso specifico il parallelismo sia un po' forzato.