lunedì 2 febbraio 2009

Laika

Ieri pomeriggio ho finito di leggere il romanzo a fumetti LAIKA di Nick Abadzis. Il libro racconta con un certo rigore storico e scientifico la storia della cagnetta Laika, il primo essere vivente lanciato in orbita in un veicolo spaziale, lo Sputnik II.
Il lancio, avvenuto in Unione Sovietica il 7 Novembre 1957, giorno del 40° anniversario della Rivoluzione Russa, fu un evento di importanza storica.

Il libro di Nick Abadzis si concentra sulla vita di Laika, una cagnetta randagia, bianca e marrone, il cui vero nome fu Kudrjavka, dalla sua nascita fino alla sua morte avvenuta in orbita poche ore dopo il lancio.

L’ autore, come dimostrato dalla bibliografia pubblicata in calce al volume, ha effettuato delle ricerche approfondite sulla vicenda, che gli hanno permesso di inserire date e notizie storicamente precise, lasciando alla fantasia gli aspetti più propriamente umani, specie dell’ infanzia della cagnetta.

In fondo non è un libro di storia quello che vuole scrivere Abadzis, bensì un libro che emozioni, sul destino e sulla fiducia.

I disegni non colpiscono per la loro accuratezza, anche le pagine più curate non hanno alcun vistuosismo artistico, ma sono completamente al servizio della storia; spesso i volti sono solo accennati e le anatomie appena abbozzate, ma proprio per questo il lettore si concentra completamente sulla storia, senza venire distratto dall’ aspetto puramente estetico delle tavole.

“Laika” E’ un libro triste ed emozionante. Giri le pagine, ti affezioni e ti intenerisci, anche perchè già conosci la conclusione scontata.

Laika è come un bambino: assolutamente indifesa e che cerca solo qualcuno di cui fidarsi e a cui affidarsi. Spesso viene ritratto il viso di Laika, con pochi tratti e gli occhi che sono solo due puntini neri di china, ma una didascalia recita “non preoccuparti”, “fidati di me”, “brava Kudrjavka”; intanto si racconta che i cani venivano addestrati, rinchiusi in gabbiette piccole e anguste per farli abituari alle capsule spaziali, sottoposte a centrifughe per far loro sopportare meglio l’ accelerazione gravitazionale, nutriti a cibi in gelatina, operati per impiantare sensori per monitorare le funzioni vitali.

Tutto ciò però non viene presentato come fossero torture o gesti di sadismo gratuiti, bensì come necessari e inevitabili; in fondo gli animali servivano in ottima salute!

Devo dire che nel libro non ci sono personaggi davvero negativi o “cattivi”. Gli scienziati del programma spaziale, gli addestratori, sono persone comuni, vere, che nutrono affetto e pietà per quella cagnetta, ma che hanno dei doveri, in un contesto storico particolare come quello della Guerra Fredda degli anni ‘50.

Credo che “Laika” sia anche un libro amaro, sulla fiducia; la fiducia cieca di un cane (o di un bambino dico io) che si affida completamente a una persona, senza chiedere nulla se non affetto, rimanendo però, alla fine, uccisa proprio da quella fiducia.

“Nulla dura per sempre, ma allora perché preoccuparsi? E’ questo il segreto. Non preoccuparti, anche se coloro che ti lasci alle spalle, continueranno a pensare a te”.

Nessun commento: