In questi giorni sto leggendo “Tutto per una ragazza” di Nick Horby, già autore dello splendido “Alta fedeltà”.
Nel 16° capitolo ho trovato una frase che mi ha colpito:
“Capita una cosa strana. Viaggi nel futuro e poi pensi: Bè, adesso so.
E invece, come dicevo prima, se non conosci le emozioni non sai niente.
Il futuro, quando ci ero andato, mi era sembrato orribile.
Ma quando poi ci fui dentro, in realtà non lo trovai tanto brutto.”
(“Tutto per una ragazza” – Nick Hornby)
Nel 16° capitolo ho trovato una frase che mi ha colpito:
“Capita una cosa strana. Viaggi nel futuro e poi pensi: Bè, adesso so.E invece, come dicevo prima, se non conosci le emozioni non sai niente.
Il futuro, quando ci ero andato, mi era sembrato orribile.
Ma quando poi ci fui dentro, in realtà non lo trovai tanto brutto.”
(“Tutto per una ragazza” – Nick Hornby)
Nel romanzo il protagonista in un paio di occasioni si trova catapultato nel futuro, a vivere una giornata della sua vita di un anno dopo.
(Non si tratta di fantascienza ma di una semplice trovata dell’ autore per anticipare alcuni elementi della vicenda). Quello che scopre è così diverso, disorientante ed è così impreparato, che non riesce ad affrontarlo e ad adattarsi.
Con il tempo però si trova a vivere quei momenti, ma forte della vita, delle esperienze e delle emozioni che lo hanno portato lì e ciò che affronta non è poi così spaventoso.
Ho letto un sacco di storie di fantascienza e di viaggi nel futuro, ma a questo non avevo mai pensato. Ci voleva un romanzo su un sedicenne che fa skate!
(Non si tratta di fantascienza ma di una semplice trovata dell’ autore per anticipare alcuni elementi della vicenda). Quello che scopre è così diverso, disorientante ed è così impreparato, che non riesce ad affrontarlo e ad adattarsi.
Con il tempo però si trova a vivere quei momenti, ma forte della vita, delle esperienze e delle emozioni che lo hanno portato lì e ciò che affronta non è poi così spaventoso.
Ho letto un sacco di storie di fantascienza e di viaggi nel futuro, ma a questo non avevo mai pensato. Ci voleva un romanzo su un sedicenne che fa skate!
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