martedì 27 maggio 2008

Quel tarlo mal sincero, che chiamano pensiero...

Da quando ho messo on line il blog, e soprattutto da quando ho cominciato a diffonderne l’ indirizzo, ho ricevuto parecchi riscontri dagli amici che lo hanno letto.
Il post che ha colpito maggiormente è stato “L’ Elastico”, nel quale alcuni si sono identificati e hanno trovato un ‘affinità con le motivazioni che portavo per la creazione del blog.
Mi sono accorto, che ci sono molte persone che ancora credono in “quel tarlo mal sincero, che chiamano Pensiero”, per dirla alla Guccini, che non si rassegnano all’ appiattimento a cui conduce l’ abitudine e la quotidianità.
A quelli che mi hanno espresso questa vicinanza di sentimenti voglio dire che non siamo soli; sono profondamente convinto che spesso basti parlare con le persone per scoprire un mondo.
Faccio un esempio stupido: sapete quanta gente insospettabile ho scoperto che legge fumetti? E quanta gente suona uno strumento?
Solo che normalmente non se ne parla.
Farò del qualunquismo, ma penso sia un esempio delle incredibili contraddizioni del nostro tempo: mai come oggi è possibile accedere alle informazioni, ma ci manca la curiosità di andarle a cercare!
Secondo me è proprio questo il termine fondamentale: CURIOSITA’.
Io vorrei cercare di coltivare (o almeno far sopravvivere) quella curiosità mentale, che al liceo mi faceva tradurre il testo di una canzone per capire cosa diceva, che mi faceva leggere “Il silenzio dei Tartari” perché mi affascinava l' eterna attesa di qualcosa che non arriva mai, che mi fa approfondire il caso del mostro di Firenze e la vita quotidiana degli antichi romani;
quella curiosità che ti tiene la mente aperta, anche quando le strade che ti si aprono mettono in crisi quello che già conosci;
quella curiosità che ti spinge a fantasticare, a esaltarti nell’ ideare mille progetti, che probabilmente non si concretizzeranno mai, ma che ti accendono quella fiamma che ti spinge a fare ricerche, ti occupa la mente e ti fa sentire vivo.
Molto più vivo di fredde statistiche, obiettivi di fine mese, ottimizzazione delle risorse, profitti e crescita, grafici e premi di risultato.
Non mi fraintendete, nessun giudizio di sorta per chi si realizza in campi a me lontani e che si basano su questi aspetti.
Solo, non fanno per me.
“…scusate non mi lego a questa schiera; morrò pecora nera”… e senza una lira, aggiungo io.

2 commenti:

Antenòr ha detto...

Complimenti Marco
Per il blog, e per l’idea che vi sta dietro, per gli obbiettivi che ti proponi (condivisibilissimi!) e per avermi stimolato a cimentarmi con le difficoltà tecnologiche della rete (difficoltà solo tutte mie a quel che mi pare di capire).
Hai fatto una gran bella cosa: il blog è una piazza, un’osteria dove si chiacchiera e si discute, e la curiosità è stimolata dal confronto. Chi vuol morire pecora bianca si accomodi fuori…
“…poi voi queste cose non le dite, poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato”…

Fabrizio

Marco ha detto...

Grazie mille Fabrizio!
Aspetto di leggere il tuo blog cultural-politico!