I volumi sono:
- “The Walking dead” vol. 1 di Robert Kirkman e Tony Moore edito da Saldapress
- “Cinque Allegri Ragazzi morti” vol. 1 di Davide Toffolo edito da Coconino Press
Pur essendo due opere estremamente diverse fra loro, ho trovato un elemento comune nell’ utilizzare un classico tema da racconto horror come i morti viventi per raccontare in realtà qualcos’ altro.
“Cinque Allegri Ragazzi morti” – di Davide Toffolo
La Coconino Press ristampa in 3 volumi tutte le storie della serie “Cinque Allegri ragazzi morti” già uscite in altre testate, mai molto fortunate.Il primo volume contiene 3 storie complete, tutte in due parti, più l’ episodio pilota con l’ origine dei protagonisti.
Il libro si presenta corposo ed elegante, con una carta porosa che però non sempre si adatta alla stampa delle tavole, pur mantenendo quel carattere vagamente “underground”, che ben si adatta alle storie di Davide Toffolo.
Protagonisti delle storie sono i cinque allegri ragazzi morti, cinque ragazzi uccisi da una maledizione e condannati a risorgere come morti viventi, a nutrirsi di carne umana e a non innamorarsi mai.
Gli allegri ragazzi morti sono in realtà più che i protagonisti, il legame che unisce le varie storie e i personaggi che incontrano nei loro viaggi.
Le storie sono tutte autoconclusive e la bravura di Davide Toffolo sta, secondo me, proprio nel riuscire a caratterizzare e a farci affezionare in poche pagine a personaggi che finita la storia non vedremo più; sono proprio questi personaggi apparentemente di contorno, i veri protagonisti delle vicende, che pur strizzando l’ occhio a situazioni horror o fantasy, trattano in realtà di sentimenti profondi, condivisibili, molto umani.
I personaggi sono praticamente tutti adolescenti, e di questa età ben esprimono i sentimenti, le passioni, le arrabbiature. Gli adulti compaiono poco e come personaggi di contorno e spesso negativi. Credo quindi che i lettori ideali di queste storie siano le persone sotto i 30 anni, ma non per questo non sono apprezzabili anche dai lettori più vecchi. Non mi vergogno a dire di essermi commosso nel finale della seconda storia, quando il fratello chiama Nicole e una lacrima gli scende sulle guance.
Davide Toffolo non ha paura di concludere una storia con un finale malinconico, triste, ben lontano dal classico happy end; ciò che sembra cercare è più l’ emozione, il coinvolgimento emotivo del lettore, secondo me riuscendoci in pieno.
Fa eccezione forse proprio l’ episodio pilota, che conclude il volume, in cui si racconta di come una banda di cinque ragazzi sia diventata un gruppo di allegri ragazzi morti.
Questa storia sembra più fatta per accontentare coloro che devono conoscere i fatti, le origini dei personaggi; una storia più narrativa che coinvolgente, anche abbastanza frettolosa.
Molto meglio le altre storie, in cui il non conoscere tutti i fatti aumenta il senso di indefinito, di mistero, ma anche di malinconia che rendono le opere di Toffolo assolutamente uniche.
Allegato al volume c’è anche un cd con la raccolta di alcune canzoni dei 3 allegri ragazzi morti, la band di cui Davide Toffolo fa parte. A parer mio il cd non è fondamentale, anche se arrichisce l’ opera e aggiunge elementi per capire un grandissimo autore italiano.
“The Walking Dead” vol.1 – storia di Robert Kirkman e disegni di Tony Moore
“The Walking dead” è un fumetto USA edito dalla Image Comics e pubblicato qui in Italia da Saldapress in volumi corposi e molto ben curati.Il primo volume si presenta come un’ unica grande storia, che si prevede continui nei volumi successivi, pur avendo una conclusione logica.
L’ idea alla base della serie è abbastanza semplice e non particolarmente originale: l’ agente di polizia Rick Grames rimane ferito in una sparatoria e finisce in coma. Al suo risveglio intorno a lui non c’è letteralmente anima via: tutto è devastato e distrutto e tra le rovine si aggirano solo zombie.
Da qui comincia la fuga di Rick Grimes, in cerca della sua famiglia, in perenne lotta per la sopravvivenza.
Nel suo viaggio incontrerà altri sopravvissuti e cercherà di adattarsi a un mondo che non è più quello che conosceva.
Il tema prettamente horror viene però utilizzato sapientemente da Kirkman, non tanto per spaventare o semplicemente divertire il lettore, bensì per analizzare, attraverso le vicende di un personaggio di fantasia, le possibili reazioni di un uomo messo davvero alle strette, di fronte all’ imprevisto, fino alle estreme conseguenze.
Rick Grames si trova senza più famiglia o amici, senza più alcuna certezza, riportato a una situazione quasi primitiva in cui la priorità è sopravvivere a un mondo che non conosce e che presenta un possibile pericolo mortale dietro a ogni angolo.
In questo la storia riesce in pieno: le tavole che rimangono impresse non sono quelle in cui gli zombie attaccano, ma quelle in cui il protagonista piange e vomita perché non capisce cosa succede ed è convinto di aver perso per sempre la sua famiglia; o quella in cui esprime un senso di pietà e umanità persino nei confronti di un mostro.
Kirkman riesce a descrivere la rabbia, l’ adrenalina, la paura, il dolore, la gioia, senza però cadere nel patetico o nel didascalico e realizzando comunque un fumetto appassionante e molto piacevole da leggere tutto d’ un fiato.
Ottimi anche i disegni di Tony Moore, precisi e dettagliati, ma mai esagerati.
Un ottimo volume che mi ha fatto venire voglia di leggere i seguenti e che consiglio.
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