mercoledì 25 agosto 2010

Sono tornato

Sono tornato ieri dalle vacanze. Ho lasciato Franci e Leo al mare e ora mi riposo 4 giorni da solo in città! Sono state 3 settimane piuttosto "normali": nessun viaggio in posti esotici, nessun museo, mostra o evento da raccontare; 3 settimane di vita di mare e tante mangiate.
Contrariamente a quanto pensavo, sono riuscito a leggere parecchio, anche se purtroppo mi ero portato dietro poco: ho quindi svaligiato l' edicola (non che la cosa mi sia dispiaciuta).

Visto il numero, non mi metterò a scrivere recensioni di ogni albo, ma mi limiterò a un voto e qualche commento.

Ecco le mie letture estive per quanto riguarda i fumetti:



Nathan Never 230: Leo è rimasto affascinato dalle illustrazioni di astronavi e pianeti. Storia molto piacevole, di pura fantascienza.
Voto: 7,5



Nathan Never 231: 5 racconti legati da una storia che fa da filo conduttore. Un esperimento interessante, ma che risente della brevità dei racconti e dai disegni non sempre all' altezza.
Disegnatore preferito: Ivan Calcaterra.
Voto: 6,5



Raccontino inedito che inaugura la collana Diabolik - Gli anni d' oro. E' un divertimento degli autori, non certo molto significativo, che si fa notare per i disegni ottimi di Palumbo e per l' ironia della storia in sè (con Diabolik che vuole rubare le sue storie a fumetti!).
Voto: 6,5



Diabolik - Gli anni d' oro 1: primo numero della collana. L' edizione è molto curata anche se ho trovato le rubriche di approfondimento un po' superficiali. Ho sentito opinioni discodanti sull' uso del colore, ma a me non è dispiaciuto.
Voto: 7


Diabolik R 590
Voto: 6,5


Lilith 4
Voto: 8


70 anni di Marvel: raccolta di storie ambientate nella golden age. Alcune molto belle (la migliore quella sui giovani alleati).
Voto: 7,5

Wolverine Noir: secondo me il volume peggiore di questa collana.
Voto: 6



For Fans Only: Vendicatori - Gli eroi più potenti della Terra.
Storia interessante ma per veri fan dei Vendicatori. Io l' ho trovata un po' "legnosa".
Voto: 6,5


Martin Mystere 310: come spesso succede sono più interessanti le notizie storiche e le rubriche della storia vera e propria.
Voto: 5,5


Cassidy 4: questa serie non mi ispirava per niente, Ruju, lo scrittore, su altre testate non mi piace proprio, ma questi primi 4 numeri, pur non essendo particolarmente originali, mi sono piaciuti; un buon intrattenimento che fa venir voglia di continuare.
Voto: 7


Dylan Dog color fest 5: come ogni raccolta di racconti brevi, alcuni sono meglio di altri. Ci sono state comunque delle chicche piacevoli. Miglior disegnatore Frisenda. A me questi albi comunque piacciono e li leggo sempre volentieri.
Voto: 7,5


Tex 598: storia che si lascia leggere ma delusione per i disegni di Seijas, che adoravo su opere come Helena.
Voto: 6,5


Valter Buio 6: una delle serie che seguo con più piacere in questo periodo. Mi sta proprio piacendo anche se non sempre i disegni sono eccellenti.
Voto: 8


Ecco invece le mie letture di narrativa. Rimanderò a futuri post delle recensioni più approfondite:




Ho finito il libro di Stefano e mi ha divertito un sacco. Alla fine mi aveva catturato e dovevo assolutamente sapere come sarebbe finito. Il finale aperto lascia molti interrogativi per un futuro seguito che spero uscirà...altrimenti me lo faccio raccontare!




Non sapendo più cosa leggere, ho iniziato questo libro di Franci ed è stata una vera scoperta! Mi è piaciuto molto e trovo che Stefania Bertola scriva davvero bene! Non sarà l' ultimo libro che leggerò di questa autrice.


Uff... finito!

venerdì 30 luglio 2010

Buone vacanze!


Ultimo giorno di lavoro.
Sabato e domenica li dedichiamo alle pulizie e alle valige e poi lunedì io e Leo partiamo per la Liguria. Franci rimane a casa a lavorare ancora una settimana e poi ci ricongiungiamo in Toscana venerdì prossimo.
A Settembre, poi, comincerà l' avventura della scuola materna per Leo: un primo grande passaggio nella sua vita scolastica.

Io tornerò a fine Agosto e fino ad allora, non avrò un computer a disposizione, quindi niente aggiornamenti.

Ci risentiamo a Settembre!

Per chi se lo fosse chiesto, lo sciopero era andato abbastanza bene, ma al momento non so ancora nulla delle decisioni prese da Azienda, Governo e Sindacati. Speriamo di non avere brutte sorprese al rientro.

Buone vacanze!

lunedì 19 luglio 2010

Sciopero


Oggi lavoro 4 ore e poi entro in sciopero.


Chi mi conosce sa che io lavoro in Telecom, ormai da 13 anni.

Prima ero un dipendente Tim, poi c'è stata la fusione Tim - Telecom e ora sono un dipendente Telecom a tutti gli effetti.

Qualcuno avrà sentito la notizia al TG, comunque è un fatto che la Dirigenza Telecom ha dichiarato 3700 esuberi (e altri 3000 sono annunciati per la prossima tornata).

La lettera ufficiale è partita e se non si giungerà a un accordo entro 75 giorni, 3700 persone se ne andranno a casa.

E' notizia degli ultimi giorni che le procedure sono congelate (non ritirate) fino al 30/7, data entro la quale la Dirigenza, i sindacati e il governo dovranno trovare un accordo altrimenti si riapriranno le procedure.

Nel mio reparto, con il mio livello, qui a Torino, siamo in 260. Di questi, 5 dovranno andarsene a casa (non siamo uno dei settori più colpiti, per ora). Saranno 5 persone che probabilmente conosco, almeno di vista.

La cosa che fa incazzare è che l' azienda non è in crisi, produce milioni di euro di utile! Questi soldi però vengono divisi tra gli azionisti e non utilizzati per rilanciare l' azienda e creare lavoro.

Non voglio entrare troppo nel merito, un po' per ignoranza mia, un po' perchè sarebbe troppo lungo, però un' azienda che non investe nel suo futuro è un' azienda destinata a morte certa. Il fatto che non sia stato, di fatto, presentato un piano industriale di investimenti, ma solo un progetto di tagli non fa certo sperare per il meglio.

Purtroppo siamo in mano a banche e azionisti che vogliono rientrare in fretta e bene dei soldi spesi e a cui non frega niente di investire a lungo termine, anche se di possibilità ce ne sarebbero.

La situazione non è bella, anche se l' annuncio dell' incontro con il Governo apre qualche prospettiva. Purtroppo però quando si tratta di trovare un accordo, bisogna sempre mediare: speriamo non sia troppo alto il prezzo da pagare.

mercoledì 7 luglio 2010

Storie di fate - 2

Stefano mi ha mandato l' elenco delle librerie in cui è possibile trovare il suo libro:

- Libreria "Eleste", Via Passo Buole 59, Torino
- Libreria "Arethusa", Via Po 2, Torino
- Libreria "Zanaboni", C.so Vittorio Emanuele 4, Torino
- Libreria "Linea 451", Via Santa Giulia 40/a, Torino
- Libreria "Il libraccio", Via Ormea 134, Torino
- Edicola "Furnò", Corso Traiano, angolo Via Pio VII, Torino

A breve dovrebbero aggiungersene 2 o 3.

Nel frattempo sono andato un po' avanti nella lettura e posso già dire che è molto divertente!

martedì 6 luglio 2010

On Air


Ieri, intorno alle 17:20 sono andato in diretta su Radio Deejay.
La trasmissione di Vic era incentrata sui vizi: mentre tornavo a casa ho mandato un messaggio scrivendo che io ho il vizio dei fumetti.
Tempo pochi minuti mi ha richiamato Chiara di radio Deejay e mi ha mandato in onda a scambiare quattro chiacchiere con Vic.
Ero molto divertito, ma anche emozionato e la voce impastata e i discorsi impacciati tradivano questo imbarazzo.
Alla fine comunque è stato divertente anche se sono passato per uno sfigato, che cataloga i fumetti in un database e che va spesso a Parigi per comprarsi i fumetti (in realtà ci sono andato due volte e non ho comprato niente, visto che non parlo francese).
Però ho parlato della mia mansarda e mi è sembrata una cosa molto bella!

Comunque non ho nessuna intenzione di riascoltarmi anche se forse è possibile farlo dal sito di radio deejay in podcast.
Che ridere, comunque!

mercoledì 30 giugno 2010

Storie di fate e molto altro



Mio cugino Stefano ha scritto un libro.
Ma la cosa bella è che l’ha anche pubblicato, per una nuova piccola casa editrice di Torino che si chiama Edizioni Politeia.
Il libro si intitola “Storie di fate e molto altro” ed è un libro fantasy.

Purtroppo al momento non so molto altro. Ieri sono riuscito ad avere la mia copia e ho iniziato la lettura, ma sono ancora all’ inizio del secondo capitolo.

Posso dire però che sono molto fiero di questo risultato.
Stefano ed io non ci frequentiamo molto (in realtà lui è il figlio del cugino di mia madre) ma l’ ho sempre sentito come uno “spirito affine”, per tutte le passioni che abbiamo in comune. Solo che mentre io cazzeggiavo, lui faceva sul serio!
Gli piace la chitarra e ha preso lezioni e si esibisce in pubblico; gli piace recitare e si è iscritto a una scuola di Teatro e ora fa provini; gli piacciono i fumetti e il fantasy e ha scritto un libro. Ovviamente senza trascurare di laurearsi e avere una vita piena di amici e impegno sociale.

Il libro non l’ ho ancora letto, ma sono sicuro che vi si sia dedicato con l’ impegno e la passione che lo contraddistinguono.
Per questo gli auguro tutto il successo che si merita!

Appena finisco il libro, ne faccio una piccola recensione.

lunedì 28 giugno 2010

P-HPC


P-HPC di Ausonia è un fumetto che fa male.
Se siete tristi, o depressi, o in generale poco ottimisti o negativi, lasciate perdere.
Se in un fumetto cercate evasione, tanti baloon e onomatopee, BOOM ZACK KA-POW, superfusti ipertiroidei o eroine sexy, cambiate lettura.

Se invece il fumetto per voi è una forma di espressione e cercate qualcosa che entri in comunicazione con voi, che vi faccia pensare e che non per forza vi debba piacere, ma sicuramente non lasciare indifferenti, allora le opere di Ausonia sono una buona scelta.

Non so se lui sarebbe contento di questa definizione, ma per me Ausonia è veramente un "artista", parola che per me sta a significare una persona con una sensibilità e una visione del mondo diverse e che danno origine a un processo creativo, in cui si esprimono e nel quale trovano completamento. (Provate a dare un' occhiata al suo blog).

La forma visiva si esprime nella commistione originale di foto più o meno elaborate e di disegni, nella scelta di non usare i baloon, ma un lettering scritto a computer con un carattere freddo e artificiale, anche quando a parlare sono i protagonisti della storia, con le loro emozioni e i loro pensieri.

Quello che però fa male è il senso di oppressione e di inevitabilità, di non poter tornare indietro dalle proprie scelte, la sensazione di stare rinunciando a qualcosa di importante, di vitale, per sempre.

In un futuro prossimo, o meglio in un presente molto tecnicizzato, il Post Human Processing Center è un centro a cui le persone, volontariamente, possono rivolgersi, per trovare una loro collocazione nella società, nel processo produttivo, al prezzo, “semplicemente”, della propria umanità.

Chi sceglie di andare al P-HPC attraverso una serie di operazioni si vedrà privare non solo del proprio corpo, ma anche dei propri ricordi, dei propri pensieri, finchè la cosa importante non sarà più pensare ma solo agire e diventerà una macchina a tutti gli effetti.

Questa disumanizzazione sarebbe terribile già di per sé, ma la consapevolezza che sia volontaria la rende, per me, insopportabile.

Ma P-HPC è anche una storia d’ amore, forse di un amore non corrisposto o non corrisposto nello stesso modo, che porta Uto a perdere tutto per ritrovare la sua Sarah.

E’ dalle sue parole che possiamo vivere il processo graduale di trasformazione da uomo a macchina, un processo “educato”, analitico, raccontato in maniera pacata, senza attacchi violenti, senza rabbia, senza termini volgari o immagini raccapriccianti. Tutto il terrore, il dolore, la disperazione, la violenza è lasciato alla sensibilità del lettore e in questo modo si innesca un processo di identificazione che amplifica ancora di più le emozioni; per assurdo, più le sensazioni del protagonista diventano fredde e impersonali, più quelle del lettore si accentuano e si acutizzano.

Non mi vergogno a dire che quando riaprivo il volume da una pausa dalla lettura, provavo un profondo senso di tristezza, per il mondo in cui stavo per entrare.

P-HPC è un libro da leggere, che sicuramente non piacerà a tutti (a me è piaciuto un sacco, per quello che vale), che potrà rattristare, innervosire, esaltare o deprimere, ma sicuramente non lasciare indifferenti.

Sinceramente, ad un libro, io non posso chiedere molto di più.